Destinazione Glasgow

Ho accennato nel post introduttivo alla mia futura esperienza universitaria a Glasgow, in Scozia.

Racconti sulle avventure a cui andrò incontro arriveranno sicuramente a partire da Settembre; per ora mi limito ad approfondire l’argomento uni, raccontandovi un po’ la trafila che mi ha permesso di iscrivermi lì.

Non voglio spendere molte righe sui motivi che mi spingono ad andarmene. Quattro anni fa ero un’adolescente, e sono partita per un anno negli Stati Uniti da sola. E’ stato l’anno più bello della mia vita; mi ha infuso una nuova forza e la consapevolezza che il mio futuro non sarebbe stato qui in Italia, in questo piccolo paese della pianura padana che amo tanto ma che mi sta decisamente troppo stretto. Sapevo che volevo andare via. Tornata in Italia per completare il liceo, memore dei giorni trascorsi nella tanto amata America, in preda a qualche inspiegabile delirio, ho deciso di iscrivermi all’università.

‘Studio lingue’- mi dicevo.

‘Troverò sicuramente lavoro’ – mi dicevo.

Ma l’insoddisfazione per l’inutilità dell’insegnamento e il mio desiderio di evadere hanno preso il sopravvento, ed ecco che ho pensato di andare in Scozia, essendo il college negli Stati Uniti decisamente fuori dalla mia portata a livello economico. In Scozia gli studenti dell’UE non pagano le tasse universitarie (a patto che soddisfino particolari requisiti di cittadinanza), perché queste vengono pagate dal governo. Il processo avviene tramite la SAAS (ci sarà un post riguardo a questo più avanti). Un buon punto di partenza, no?

Scrivere è sempre stata la mia passione, soprattutto in inglese. Ho scoperto un vocabolario e una varietà di espressioni incredibile in questa lingua. Questo, insieme alla passione che ho sviluppato per la sceneggiatura televisiva, mi ha portato a cercare un corso di laurea che fosse per me un’occasione per mettermi alla prova e per spingere i limiti della mia immaginazione, oltre che un periodo di studio piacevole.

Avendo preso questa decisione in ritardo, non sarei riuscita a cominciare l’università a settembre 2013. Ho deciso quindi di trascorrere qualche mese a Gran Canaria come au pair.

Nel mentre ho cominciato la mia application per la Scozia tramite UCAS (prossimamente pubblicherò un articolo con tutti i dettagli su come fare domanda). Le mie scelte erano quattro:

1) University of Aberdeen, corso di laurea: English

2) University of St Andrews, corso di laurea: English

3) University of Dundee, corso di laurea: English with Creative Writing

4) University of Strathclyde, corso di laurea: English with Journalism & Creative Writing
Strathclyde era inizialmente l’ultima delle mie scelte, la riserva della riserva della riserva, per intenderci. Ma è stata la primissima ad avermi fatto un’offerta incondizionata (non avrei dovuto sostenere altri esami per essere ammessa). Non mi ero accorta che il loro programma di studi, molto più pratico e con molti workshop di scrittura, era fatto proprio a tavolino per la sottoscritta. Alcuni mi hanno detto che Aberdeen, da cui ho ricevuto un’offerta, sarebbe stata migliore perché gode di una reputazione migliore in campo umanistico. Il problema è che Aberdeen era incentrato puramente sulla letteratura e i corsi non mi sono sembrati tanto interessanti. Morale della favola: io mi lascio sempre trascinare dall’istinto, e anche in questo caso vado controcorrente e tra 4 mesi parto per Glasgow. (applausi! :D)

Per quello che so, l’università si trova in centro, nel cuore vitale della città, quindi ci saranno parecchie cose da fare e spero l’opportunità di trovare un lavoretto, non voglio starmene con le mani in mano.

Avendo già sostenuto a Gran Canaria l’esame IELTS, essendo già in possesso di tutti i voti e diplomi necessari, e avendo ricevuto conferma dalla SAAS che le mie tasse verranno pagate dal governo, ora aspetto solo di sapere in quale delle residence halls studentesche starò l’anno prossimo.

 

 

 

Okay, l’avrete capito.. sono super gasata.

 

 

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